![]() Seminario di discussione sul DECRETO LIBERALIZZAZIONIL'Associazione TreecntoSessanta Salerno ha organizzato per Giovedì 16 Febbraio 2012, alle ore 18:30, il seminario di discussione sul "DECRETO LIBERALIZZAZIONI". L'incontro si svolgerà c/o la sala conferenze dell’Associazione TrecentoSessanta Salerno, in via Conforti 17 – Salerno. Dopo il saluto di Angelica Saggese e Luciano Ragazzi, rispettivamente Vicepresidente e Segretario Generale di TrecentoSessanta Salerno, interverranno, oltre a me, Donato Pica - Consigliere Regionale PD e Paola De Micheli - Deputato PD. Modera: Angelo Di Marino – Direttore La Città di Salerno. ALL'INTERNO è POSSIBLE SCARICARE L'INVITO WEB leggi![]() L. ELETTORALE: VACCARO (PD), VALORIZZIAMO DONNE, IN PARLAMENTO OBIETTIVO 50% (AGENPARL)(AGENPARL) - Roma, 08 feb - "Meno di un mese fa il Comitato Cedaw, l'organismo dell'Onu per il riconoscimento e la difesa dei diritti delle donne, ha presentato alla Camera dei Deputati una relazione che fotografa la situazione delle donne italiane. E i dati parlano chiaro. Nel nostro Paese in diversi ambiti, a cominciare da famiglia e lavoro, stereotipi e discriminazioni sono ancora molto diffusi. In Parlamento il contributo femminile è appena il venti per cento, una delle percentuali più basse d'Europa e del mondo. In questi giorni parliamo di riformare la legge elettorale. Un nuovo sistema che tenga conto dell'urgenza di colmare il nostro gender gap per ripartire è la soluzione. Invece di prendere in prestito sistemi elettorali da altri Paesi europei ripartiamo da noi stessi, valorizzando modelli elettorali che hanno già funzionato in alcune elezioni regionali (come ad esempio la doppia preferenza di genere) e stabilendo che il prossimo Parlamento debba essere sempre più popolato da donne, fino ad arrivare al cinquanta per cento".Così, in una nota Guglielmo Vaccaro (Pd) leggi![]() Lettera a Linkiesta di Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, parlamentari Pdda linkiesta.it Oltre alle polemiche su giovani e lavoro, «più di mille parole sono i dati a parlare chiaro. Il Censis ci dice che il 31% dei nostri giovani tra i 25 e i 29 anni è inattivo», scrivono a Linkiesta i parlamentari Pd Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro. E sottolineano che ci sono «da una parte i giovani costretti a restare in famiglia, dall’altra quelli con la sola alternativa di lasciarla emigrando. Un fatto ingiusto ed antieconomico. L’Italia perde le sue risorse migliori». Vittime. Co-responsabili. Mammoni, bamboccioni, esuli, cervelli-in-fuga. Pigri. Dis-informati, dis-attenti. Dis-occupati. Di tutte le definizioni date ai giovani italiani, probabilmente solo quest’ultima raccoglie consenso unanime. Questo il dato di partenza su cui si sono avvitate le polemiche dell’ultima settimana. Ma più di mille parole sono i dati a parlare chiaro. Il Censis ci dice che il 31% dei nostri giovani tra i 25 e i 29 anni è inattivo. In Francia sono il 12,5%, in Gran Bretagna il 15% e in Germania il 17,5 per cento. Le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio e di due ministri del suo Governo, Anna Maria Cancellieri ed Elsa Fornero, hanno dato vita alla consueta tradizione italica dello schieramento calcistico: il popolo dei “pro” e il popolo dei “contro”. A perdere di importanza, in questa assolutizzazione delle posizioni, è ancora una volta il merito della discussione, che spetta invece a noi parlamentari rilanciare perché seguano azioni e misure che non possono più essere rimandate. Una parte considerevole dei nostri giovani ha difficoltà a muoversi da casa: le ragioni sono complesse e molteplici. Ci sono impedimenti oggettivi, primo fra tutti l’accesso al mondo del lavoro, che nel 70-80% dei casi in Italia non si trova attraverso canali formali. Imponendoci l’onestà intellettuale necessaria per un ragionamento costruttivo, però, non possiamo ignorare un altro dato culturale: la tendenza delle famiglie all’iper-protezione, accentuata dalla crisi economica che ha creato situazioni paradossali in cui i nipoti ricevono come “compenso” la pensione dei nonni. La famiglia come sistema di welfare. Infine, l’insufficiente attenzione riservata dalle istituzioni ai giovani – ed alle giovani donne in particolare – dalla politica nell’ultimo decennio. In Italia i ragazzi fanno fatica a emanciparsi dai nuclei familiari d’appartenenza e non sono mai state poste le basi, economiche e culturali, perché questo possa accadere. L’Italia non è un Paese per giovani. Questo è il drammatico dato di fatto. Ci scontriamo con l’assenza di provvedimenti per facilitare l’accesso al credito, con la mancanza di un circuito virtuoso che incoraggi e sostenga il sorgere di nuove imprese, di politiche di conciliazione, di agevolazioni pesanti per l’assunzione di giovani e donne, di provvedimenti che permettano a un giovane di crearsi una famiglia propria. Queste sono le due facce del nostro Paese: da una parte i giovani costretti a restare in famiglia, dall’altra quelli con la sola alternativa di lasciarla emigrando. Un fatto ingiusto ed antieconomico. L’Italia perde le sue risorse migliori, che vanno a produrre capitale altrove. Il dato preoccupante non è solo quello sull’emigrazione dei talenti italiani: ma quello sul rapporto tra flussi in entrata e flussi in uscita della popolazione altamente qualificata. In Italia registra il -1,2%, mentre in Francia il 2,8%, in Germania il 2,2%, l’1,1% nel Regno Unito e quasi il 20% negli Usa. Andare all’estero per studiare o lavorare è un arricchimento, personale e professionale. Il problema nasce quando i talenti italiani emigrati decidono di non tornare e quando i talenti stranieri non prendono in considerazione l’Italia nella scelta di un’esperienza fuori dal proprio Paese. Ora che in tanti hanno compreso la necessità di occuparsi dei giovani, proponiamo l’istituzione di una sessione loro dedicata sia alla Camera che al Senato: una settimana di lavori finalizzati esclusivamente alla presentazione di proposte per risolvere il tema della disoccupazione giovanile. Parteciperemo dando il nostro contributo articolato in diverse proposte elaborate nel corso di tre anni di legislatura e raccolte nel progetto Controesodo. Un’iniziativa che ha dato vita alla legge sul rientro dei talenti e che racchiude ancora molte idee: “Talenti, welcome!”, per incentivare l’arrivo dei talenti stranieri in Italia, e “Learn and Back”, per dare la possibilità di studiare all’estero, costruire un curriculum competitivo a livello internazionale ed aiutare la creazione di eccellenze italiane. Questa grande crisi ha riportato alla luce il problema dei problemi. Giovani e le donne sono il più grande vincolo ed allo stesso tempo la più grande risorsa del Paese. Noi ci crediamo! Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, parlamentari del Partito Democratico leggi![]() CRISI: VACCARO (PD), GRECIA FACCIA RIFORME MA UE NON PUò ABBANDONARLA (AGENPARL)“Jean-Claude Juncker, capo dell’Eurogruppo, ha affermato che la Grecia rischia, nell’arco di due mesi, il fallimento se il governo di Atene non metterà in atto al più presto le riforme promesse. L’Europa – ricorda Guglielmo Vaccaro, deputato Pd – ha il dovere di aiutare un Paese sull’orlo del baratro mediando il più possibile, supportandolo di fronte al FMI. La Grecia deve certamente fare di più, ma l’Europa non può esimersi dallo schierarsi dalla parte dei più deboli. È chiaro che non ci possono essere gesti di solidarietà se prima non si comincia con le riforme in casa propria. L’Euro senza la Grecia sarebbe una sconfitta inimmaginabile che confermerebbe uno spreco enorme di aiuti già erogati. Una governance europea più equa deve riconoscere che i tempi di recupero dei vari Paesi non possono essere livellati in tempi brevissimi e con manovre che creano enormi tensioni in seno alle popolazioni”. leggi |
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