Follow Guglielmo su Twitter
  • Home
  • Guglielmo
  • News
    • 2012
    • 2011
    • 2010
    • 2009
    • 2008
    • 2007
    • 2006
    • 2005
  • Temi
  • video
  • Scheda istituzionale
TreSeiZero - il webmagazine di TrecentoSessantaPartito Democratico
Lavoro e sviluppo,Vaccaro: Oggi il primo decreto

Lavoro e sviluppo,Vaccaro: Oggi il primo decreto

  • 17/06/2013

15/6/2013 intervista a Guglielmo Vaccaro a cura di Ettore Mautone per IL DENARO

LAVORO E SVILUPPO: su questi due binari viaggia il treno del Governo che oggi stesso condurrà in stazione il primo convoglio omnibus, il cosiddetto “Decreto del fare”. In vista c’è il viaggio verso il vertice Ue del 27-28 giugno. “Il provvedimento è nero su bianco e sarà licenziato prima della fine delmese, in anticipo di una settimana rispetto ai tempi previsti dall’agenda europea del premier Enrico Letta”, annuncia al Denaro Guglielmo Vaccaro parlamentare campano (originario di Pompei) del Pd. La manovra conterrà le prime misure per la crescita e l’occupazione. Vaccaro, componente della XIV commissione Politiche europee della Camera, segue da vicino anche la partita della spesa dei fondi Ue e rivela i dettagli del lavoro in fieri del Governo per il riutilizzo delle risorse disimpegnate dal cofinanziamento nazionale.

I fondi europei sono a rischio disimpegno?
Che il timore sia reale lo si capisce dal livello della discussione.Non più limitato su scala regionale o riflesso di inchieste giornalistiche. Se il ministro della Coesione territoriale ne parla a chiare lettere vuol dire che ci sono forti dubbi e preoccupazioni concrete. Per cui si pensa a misure alternative e possibile rimedi.

Si tratta dell’impiego delle risorse non spese per l’occupazione e per la crescita: si può dire che non tutti imali vengono per nuocere?
La crisi gravissima della finanza e i riverberi sull’economia richiedono misure straordinarie. Avere un tesoretto da spendere senza intaccare il bilancio dello Stato e per di più oltre i paletti che delimitano i vincoli del patto di stabilità è effettivamente una soluzione allettante. Un indirizzo peraltro dettato già dal precedente Esecutivo guidato da Mario Monti. Impegnare tutte le risorse entro quest’anno e spenderle entro il 2015 è un arduo compito, inutile nasconderlo.

Quali sono i dettagli tecnici della manovra annunciata dal ministro della Coesione Trigilia?
La misura è divisa in due parti. La prima sarà finanziata dalla riduzione del co-finanziamento nazionale dei programmi nazionali del Pon. Allo scopo è disponibile circa un miliardo di euro da destinare all’occupazione giovanile e alle povertà estreme nelle regioni del Sud. Finora i progetti sono finanziati al 50 per cento da Ue e Italia.Ora si scende al 25 per cento.

Più in particolare, come saranno utilizzati questi fondi? Il decreto disegna solo le linee guida, indica le scelte politiche. I dettagli saranno definiti nei successivi decreti attuativi.

E la seconda fase?
Sarà dedicata alle imprese e alla promozione degli investimenti. L’obiettivo è stimolare le economie locali.

A quanto ammontano in questo caso le risorse?
Non ci sono certezze. Il ministero dell'Economia stima in circa 12 miliardi la quota di co-finanziamento nazionale (su un totale di 30-31 miliardi ancora da spendere del Por 2007-2013, ndr), tutti soldi da riappostare sulle politiche per l’occupazione e la ripresa dell’economia. Finora la maggior parte dei fondi Ue non ancora spesi viene co-finanziata al 50 per cento da Ue e Italia. La quota italiana potrebbe scendere al 25 per cento.

Quali le misure più probabili?
Il provvedimento della fase uno è in bozza e sarà certamente inserito nel decreto di sabato. Di sicuro in questo primo provvedimento ci sarà posto per la semplificazione con incentivi per l’occupazione e il riutilizzo di risorse destinate all’abbattimento del cuneo contributivo.

In soldoni di cosa si tratta? In pratica, per i nuovi assunti e per due anni, o forse tre, l’impresa pagherà solo lo stipendio grazie alla copertura totale degli oneri a carico del datore di lavoro. Si ragiona anche su incentivi all'autoimprenditorialità e all'auto-impiego, su progetti nei servizi delle cooperative giovani e sul credito di imposta per assunzioni di laureati.

Misure che saranno già nel decreto di sabato?
Qualcosa c’è di sicuro. Si tratta di norme complesse che devono essere validate da Bruxelles nell’ambito della disciplina degli aiuti di Stato. Ma all’orizzonte ci sono novità importanti, una piccola rivoluzione. Quello sull’occupazione sarà il decreto della svolta.

La formazione che ruolo avrà?
Anche qui è in cantiere una svolta. Il welfare è oggi sbilanciato sulle pensioni e sul sostegno al reddito. Poco o nulla si fa per la riqualificazione dei lavoratori e per l’avvio al lavoro.

Le esperienze passate hanno funzionato poco?
Sì, per questo il Governo pensa di cambiare prospettiva, attuando politiche attive per la ricerca di occupazione.

Un esempio? Se do a un giovane la possibilità e la libertà di spendere un bonus formativo per l’apprendistato, sarà lui a scegliersi il contesto che ritiene più competititivo e qualificato. Chi intende mettere su famiglia sa che quel voucher è l’occasione della sua vita. Lo spenderà al meglio.

Cosa pensa di questo governo?
Ho molta fiducia nel ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Uno che guarda all’Europa con uno sguardo esperto. Un professionista in grado di valutare e prevedere, prendendo spunto dall’esperienza di altri Paesi, cosa serve all’Italia. Uno che sul mondo del lavoro ha un punto di vista illuminato. Sa cosa si può fare e cosa no nell’ambito dell’Ue.

Che clima si respira in Parlamento?
Il confronto è serrato, l’atmosfera è molto positiva e in continuità con le basi gettate dall’esperienza di governo di Mario Monti.

Il professore non è stato premiato dalle urne: come mai secondo lei?
Ha impresso una svolta e consentito a noi di ripartire. Nella passata legislatura si sono consolidati gruppi di lavoro molto fattivi, trasversali ai partiti e basati sulla stima reciproca e anche sull’amicizia. Ingredienti che in frangenti eccezionali sono preziosi.

Eppure dall’esterno l’Esecutivo sembra sempre in bilico. Non è così?
Siamo tutti consapevoli che dopo questo Governo non ci saranno altre occasioni. Se fallisce Enrico Letta cala il sipario sull’Italia. C’è molta responsabilità.

Nel Documento di economia e finanza in chiusura di legislatura il Governo Monti registra per i prossimi tre anni un aumento tendenziale della spesa pubblica per 70 miliardi da coprire con nuovi tributi e solo 30 miliardi per gli investimenti: come si fa a crescere così?
La spesa pubblica va resa efficiente e non solo tagliata.

Pensiamo alle Province: la zavorra è il personale e va ricollocato in ogni caso. Il rischio è pochi risparmi e molto caos?
La spesa va reindirizzata e i risparmi utilizzati per la crescita e l’occupazione. C’è tanto da fare. I rivoli sono migliaia e molti di essi improduttivi.

Lei su cosa è impegnato?
Continuo il lavoro avviato nella passata legislatura in seno all’intergruppo per la sussidiarietà.

Chi ne faceva parte oltre lei?
Tra gli altri Enrico Letta, Maurizio Lupi, Raffaello Vignali, Gioacchino Alfano, Beatrice Lorenzin, Alessia Mosca.

La metà di questi nomi ha oggi incarichi di governo: un vantaggio?
Sì, il lavoro continua come prima. Anzi più proficuo che mai.

Un’unione data dalle comuni radici cattoliche?
La religione in politica c’entra poco. Ma certo contribuisce a esprimere valori condivisi su cui si fonda un comune sentire e su cui si consolidano intese e amicizie. Elementi che contano molto per superare le divesità politiche talvolta anche profonde. C’è molta consapevolezza sull’emergenza del Paese e la comune volontà di superare il difficile guado. Un lavoro che continuiamo a portare avanti in questa legislatura. Non è un caso che Enrico Letta il 18 agosto aprirà i lavori dell’intergruppo per la sussidierità al meeting di Rimini di Comunione e liberazione. Io e Vignali siamo i coordinatori.

L’Europa è più un vincolo o un’opportunità? Un sistema di regole piuttosto.Come nel calcio si gioca entro le linee del campo. Se la palla va fuori passa all’avversario e se si commettono falli scatta l’ammonizione. Chi gioca male perde. Chi rispetta le regole e gioca bene vince. Gli italiani amano il calcio e possono capire questa metafora. Bisogna sapere che quella che stiamo giocando è l’unica partita possibile. Non ce ne sono altre né se ne possono giocare seguendo altre regole, pena la serie B.

leggi
"Pd, via al congresso d'autunno. E i lettiani prenotano il posto" Avviato l'iter per il dopo Amendola, Nel ruolo di coordinatore del Sud De Filippo succede a Ranieri - di Adolfo Pappalardo per Il Mattino

"Pd, via al congresso d'autunno. E i lettiani prenotano il posto" Avviato l'iter per il dopo Amendola, Nel ruolo di coordinatore del Sud De Filippo succede a Ranieri - di Adolfo Pappalardo per Il Mattino

  • 15/06/2013

La data per il congresso del Pd non è stata ancora stabilita, né ci sono ufficialmente i contendenti alla leadership nazionale del partito. Ma in Campania iniziano le grandi manovre per decidere chi succederà ad Enzo Amendola, alla segreteria regionale.

Ufficialmente aperti ieri pomeriggio i giochi. Con l'avvio della fase congressuale sancita nella riunione della segreteria e con il vertice di tutti i lettiani del Mezzogiorno alla Basilica di Capodimonte.

Passaggio formale il primo, non certo il secondo. «Solo una comunità politica che s'incontra dopo mesi», minimizza Guglielmo Vaccaro, parlamentare molto vicino al premier, senza scoprire le carte.

Ma è chiaro che il suo gruppo punta ai congressi regionali. A partire dalla Campania. E ieri la segreteria dà avvio proprio questa fase, forte anche del risultato elettorale alle ultime amministrative nel napoletano e ad Avellino. Non così, invece, nel Salernitano e nel Casertano. E se nel secondo caso, si trova parziale giustifica, nel posto vacante di segretario cittadino da dicembre, non è così per Salerno. Anzi si nota, e stride, l'assenza, nel quartier generale in via Orsini, del segretario provinciale di Salerno Nicola Landolfi e del responsabile organizzazione Nello Mastursi. «Gli stessi - nota qualcuno - pronti a chiedere subitole dimissioni dei dirigenti regionali alla minima defàillance ma che non si fanno vedere oggi che hanno perso dappertutto. E con pessime percentuali ín tutto il salernitano». Tutto poi si archivia per passare alla nuova fase. E quindi viene avviata la via congressuale e un lavoro collegiale istituendo una commissione regionale e rafforzando l'attività politica sul territorio con i componenti della segreteria Francesco Dinacci, Ciro Cacciola e Gino Cimmino, segretario Pd Napoli e membro della commissione nazionale del partito per la riforma dello statuto. Mentre nei prossimi giorni verrà presentato un tour del capogruppo in consiglio regionale Lello Topo in tutte le 5 province per discutere delle emergenze ancora irrisolte (tra trasporti, lavoro, ambiente fanno notare i democrat) dalla giunta guidata da Stefano Caldoro. Una delle ultime riunioni in via Orsini prima del trasloco della segreteria, subito dopo l'estate, a via Santa Brigida: a pochi metri di distanza dalla storica segreteria politica dí Ciriaco De Mita.

Intanto a Capodimonte i lettiani discutono a porte chiuse. Al centro del dibattito il superamento di «360» associazione fondata dal premier Enrico Letta e la sospensione di «Vedrò» il think thank trasversale.

«Occorre trovare ora - ragiona il deputato Guglielmo Vaccaro una nuova formula, un aggiornamento che guardi di più ai territori», dice il governatore della Basilicata Vito De Filippo che Vaccaro presenta come «il nuovo responsabile del forum Mezzogiorno del Pd, al posto del dimissionario Umberto Ranieri». E infatti i delegati vengono da tutto il Sud.
«Occorre una responsabilizzazione regionale, insomma», analizza sempre Vaccaro.

Lanciare un lettiano per la segreteria regionale?
«Vediamo se la nostra visione trova alleanze», sminuisce Vaccaro mentre fa capolino Pina Piciemo e poi Simone Valiante, deputati chiamati la settimana scorsa nella segreteria nazionale. Solo inviti di cortesia, come pure quelli fatti ad Enzo Amendola e Gino Cimmino. In sala invece ci sono i parlamentari Umberto del Basso De Caro, Angelica Saggese, l'ex capogruppo regionale pd Mario Sena, i consiglieri Donato Pica, Giulia Abbate, Nicola Marrazzo (ex dipietrista, ora con democratici di Portas) dalla Calabria il consigliere Mario Maiolo e dalla Sicilia Pino Apprendi. Ma stona l'assenza del deputato Francesco Boccia. Ufficialmente per impegni di lavoro a Milano. Ma pare che l'economista non gradisse molto quest'iniziativa. l segnale, comunque sia, che anche nell'area Letta qualche frizione c'è.

leggi
"Venti del Sud" - Napoli, Venerdì 14 Giugno 2013

"Venti del Sud" - Napoli, Venerdì 14 Giugno 2013

  • 08/06/2013

Carissimi,
venerdì 14 giugno 2013 ci incontreremo a Napoli per riflettere e confrontarci insieme sull'attuale situazione e sulle prospettive politiche future in vista del congresso nazionale del PD.

L’incontro dal titolo “Venti del Sud” si terrà c/o l’ipogeo della Basilica dell'Incoronata in via Tondo di Capodimonte, 13 – Napoli (Tangenziale Napoli - uscita Capodimonte a 100 mt).

I lavori inizieranno alle 15.00 con un Welcome coffee e termineranno alle 19.30 con un buffet dinner.

Per chi vorrà trattenersi, a seguire è prevista la visita alle catacombe di San Gennaro, che hanno ingresso accanto alla Basilica, e ci ritroveremo poi alla festa organizzata da amici insieme ai ragazzi de L’Altra Napoli.

La quota di partecipazione è di 20€ per gli adulti e 10€ per gli under30.

Per chi fosse interessato al pernottamento abbiamo convenzionato alcune strutture alberghiere a costi contenuti.

Per consentirci di programmare al meglio la riunione vi chiedo di iscrivervi contattando Caterina Manfredonia al 3386200588 o scrivendo a caterinamanfredonia@gmail.com

Vi aspetto,

Guglielmo Vaccaro

leggi
Intervista rilasciata ad Adolfo Pappalardo per IL MATTINO: "Quale aumento? Ai politici stipendi più bassi"

Intervista rilasciata ad Adolfo Pappalardo per IL MATTINO: "Quale aumento? Ai politici stipendi più bassi"

  • 26/05/2013

Vaccaro: quale aumento? Ai politici stipendi più bassi" Intervista rilasciata ad Adolfo Pappalardo per IL MATTINO

Guglielmo Vaccaro, 46 anni, è un deputato salernitano alla seconda legislatura. Amico di Enrico Letta dal 1992 quando militavano insieme nel movimento giovanile della Dc, viene definito, non a torto, un suo fedelissimo. Naturale quindi trasecolare se spunta che proprio lui voglia alzare gli stipendi ai parlamentari equiparandoli ai colleghi della Ue.

Libero così scrive. E così recita il suo disegno di legge.

«Sì ma il quotidiano milanese ha preso una bella cantonata confondendo il lordo con il netto».

Oggi un deputato a Bruxelles intasca netti 6200 euro contro i circa 5100 del collega italiano.

«Appunto. Io parlo di indennità e quindi il riferimento è al lordo non al netto. L'indennità del parlamentare europeo è di 7.956,87 euro mentre quella del collega italiano è di 10.435 euro. Naturale che se si equipara l'indennità italiana passa da 10.435 a 7.965,87 anche in Italia. Diminuisce e non aumenta, quindi».

Ma perché quest'errore?

«Sul lordo europeo gravano imposte ridotte per statuto comunitario, su quella italiana l'imposizione resterebbe, naturalmente, quella del nostro Stato sovrano. Quindi >lo stipendio netto che oggi è di circa 5.000 euro scenderebbe a circa 3.900 euro, se passasse la mia legge. Altro che aumento, è l'esatto contrario. E mi permetta di aggiungere...».

Prego.

«Gli altri stati della Ue aggiungono alla tassazione minima di Bruxelles, la rispettiva in modo che l' euro deputato di quel paese sia equiparato fiscalmente ai suoi concittadini. Indovini chi non applica quest'equiparazione?»

Non mi dica: l'Italia?

«Esatto».

Nel suo disegno di legge ci sono anche aggiustamenti ai gettoni di presenza e alla copertura degli stipendi dei portaborse.

«Sempre al ribasso. L'attuale diaria di 3.503,11 euro nella mia proposta sarebbe sostituita da una di 304 euro per giornata di lavoro in Parlamento. Ciò implicherebbe che, nell'ipotesi di quattro giorni di lavoro di aula e commissione, al netto dei periodi di ferie e di stop elettorale, non ci sarebbe alcun aggravio di costo per la spesa pubblica».

I suoi colleghi come l'hanno presa?

«Alcuni sono imbufaliti, quindi.... Altro che legge pro-casta!».

leggi


news news


Lavoro e sviluppo,Vaccaro: Oggi il primo decreto

Lavoro e sviluppo,Vaccaro: Oggi il primo decreto

15/6/2013 intervista a Guglielmo Vaccaro a cura di Ettore Mautone per IL DENARO

LAVORO E SVILUPPO: su questi due binari viaggia il treno del Governo che oggi stesso condurrà in stazione il primo convoglio omnibus, il cosiddetto “Decreto del fare”. In vista c’è il viaggio verso il vertice Ue del 27-28 giugno. “Il provvedimento è nero su bianco e sarà licenziato prima della fine delmese, in anticipo di una settimana rispetto ai tempi previsti dall’agenda europea del premier Enrico Letta”, annuncia al Denaro Guglielmo Vaccaro parlamentare campano (originario di Pompei) del Pd. La manovra conterrà le prime misure per la crescita e l’occupazione. Vaccaro, componente della XIV commissione Politiche europee della Camera, segue da vicino anche la partita della spesa dei fondi Ue e rivela i dettagli del lavoro in fieri del Governo per il riutilizzo delle risorse disimpegnate dal cofinanziamento nazionale.

I fondi europei sono a rischio disimpegno?
Che il timore sia reale lo si capisce dal livello della discussione.Non più limitato su scala regionale o riflesso di inchieste giornalistiche. Se il ministro della Coesione territoriale ne parla a chiare lettere vuol dire che ci sono forti dubbi e preoccupazioni concrete. Per cui si pensa a misure alternative e possibile rimedi.

Si tratta dell’impiego delle risorse non spese per l’occupazione e per la crescita: si può dire che non tutti imali vengono per nuocere?
La crisi gravissima della finanza e i riverberi sull’economia richiedono misure straordinarie. Avere un tesoretto da spendere senza intaccare il bilancio dello Stato e per di più oltre i paletti che delimitano i vincoli del patto di stabilità è effettivamente una soluzione allettante. Un indirizzo peraltro dettato già dal precedente Esecutivo guidato da Mario Monti. Impegnare tutte le risorse entro quest’anno e spenderle entro il 2015 è un arduo compito, inutile nasconderlo.

Quali sono i dettagli tecnici della manovra annunciata dal ministro della Coesione Trigilia?
La misura è divisa in due parti. La prima sarà finanziata dalla riduzione del co-finanziamento nazionale dei programmi nazionali del Pon. Allo scopo è disponibile circa un miliardo di euro da destinare all’occupazione giovanile e alle povertà estreme nelle regioni del Sud. Finora i progetti sono finanziati al 50 per cento da Ue e Italia.Ora si scende al 25 per cento.

Più in particolare, come saranno utilizzati questi fondi? Il decreto disegna solo le linee guida, indica le scelte politiche. I dettagli saranno definiti nei successivi decreti attuativi.

E la seconda fase?
Sarà dedicata alle imprese e alla promozione degli investimenti. L’obiettivo è stimolare le economie locali.

A quanto ammontano in questo caso le risorse?
Non ci sono certezze. Il ministero dell'Economia stima in circa 12 miliardi la quota di co-finanziamento nazionale (su un totale di 30-31 miliardi ancora da spendere del Por 2007-2013, ndr), tutti soldi da riappostare sulle politiche per l’occupazione e la ripresa dell’economia. Finora la maggior parte dei fondi Ue non ancora spesi viene co-finanziata al 50 per cento da Ue e Italia. La quota italiana potrebbe scendere al 25 per cento.

Quali le misure più probabili?
Il provvedimento della fase uno è in bozza e sarà certamente inserito nel decreto di sabato. Di sicuro in questo primo provvedimento ci sarà posto per la semplificazione con incentivi per l’occupazione e il riutilizzo di risorse destinate all’abbattimento del cuneo contributivo.

In soldoni di cosa si tratta? In pratica, per i nuovi assunti e per due anni, o forse tre, l’impresa pagherà solo lo stipendio grazie alla copertura totale degli oneri a carico del datore di lavoro. Si ragiona anche su incentivi all'autoimprenditorialità e all'auto-impiego, su progetti nei servizi delle cooperative giovani e sul credito di imposta per assunzioni di laureati.

Misure che saranno già nel decreto di sabato?
Qualcosa c’è di sicuro. Si tratta di norme complesse che devono essere validate da Bruxelles nell’ambito della disciplina degli aiuti di Stato. Ma all’orizzonte ci sono novità importanti, una piccola rivoluzione. Quello sull’occupazione sarà il decreto della svolta.

La formazione che ruolo avrà?
Anche qui è in cantiere una svolta. Il welfare è oggi sbilanciato sulle pensioni e sul sostegno al reddito. Poco o nulla si fa per la riqualificazione dei lavoratori e per l’avvio al lavoro.

Le esperienze passate hanno funzionato poco?
Sì, per questo il Governo pensa di cambiare prospettiva, attuando politiche attive per la ricerca di occupazione.

Un esempio? Se do a un giovane la possibilità e la libertà di spendere un bonus formativo per l’apprendistato, sarà lui a scegliersi il contesto che ritiene più competititivo e qualificato. Chi intende mettere su famiglia sa che quel voucher è l’occasione della sua vita. Lo spenderà al meglio.

Cosa pensa di questo governo?
Ho molta fiducia nel ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Uno che guarda all’Europa con uno sguardo esperto. Un professionista in grado di valutare e prevedere, prendendo spunto dall’esperienza di altri Paesi, cosa serve all’Italia. Uno che sul mondo del lavoro ha un punto di vista illuminato. Sa cosa si può fare e cosa no nell’ambito dell’Ue.

Che clima si respira in Parlamento?
Il confronto è serrato, l’atmosfera è molto positiva e in continuità con le basi gettate dall’esperienza di governo di Mario Monti.

Il professore non è stato premiato dalle urne: come mai secondo lei?
Ha impresso una svolta e consentito a noi di ripartire. Nella passata legislatura si sono consolidati gruppi di lavoro molto fattivi, trasversali ai partiti e basati sulla stima reciproca e anche sull’amicizia. Ingredienti che in frangenti eccezionali sono preziosi.

Eppure dall’esterno l’Esecutivo sembra sempre in bilico. Non è così?
Siamo tutti consapevoli che dopo questo Governo non ci saranno altre occasioni. Se fallisce Enrico Letta cala il sipario sull’Italia. C’è molta responsabilità.

Nel Documento di economia e finanza in chiusura di legislatura il Governo Monti registra per i prossimi tre anni un aumento tendenziale della spesa pubblica per 70 miliardi da coprire con nuovi tributi e solo 30 miliardi per gli investimenti: come si fa a crescere così?
La spesa pubblica va resa efficiente e non solo tagliata.

Pensiamo alle Province: la zavorra è il personale e va ricollocato in ogni caso. Il rischio è pochi risparmi e molto caos?
La spesa va reindirizzata e i risparmi utilizzati per la crescita e l’occupazione. C’è tanto da fare. I rivoli sono migliaia e molti di essi improduttivi.

Lei su cosa è impegnato?
Continuo il lavoro avviato nella passata legislatura in seno all’intergruppo per la sussidiarietà.

Chi ne faceva parte oltre lei?
Tra gli altri Enrico Letta, Maurizio Lupi, Raffaello Vignali, Gioacchino Alfano, Beatrice Lorenzin, Alessia Mosca.

La metà di questi nomi ha oggi incarichi di governo: un vantaggio?
Sì, il lavoro continua come prima. Anzi più proficuo che mai.

Un’unione data dalle comuni radici cattoliche?
La religione in politica c’entra poco. Ma certo contribuisce a esprimere valori condivisi su cui si fonda un comune sentire e su cui si consolidano intese e amicizie. Elementi che contano molto per superare le divesità politiche talvolta anche profonde. C’è molta consapevolezza sull’emergenza del Paese e la comune volontà di superare il difficile guado. Un lavoro che continuiamo a portare avanti in questa legislatura. Non è un caso che Enrico Letta il 18 agosto aprirà i lavori dell’intergruppo per la sussidierità al meeting di Rimini di Comunione e liberazione. Io e Vignali siamo i coordinatori.

L’Europa è più un vincolo o un’opportunità? Un sistema di regole piuttosto.Come nel calcio si gioca entro le linee del campo. Se la palla va fuori passa all’avversario e se si commettono falli scatta l’ammonizione. Chi gioca male perde. Chi rispetta le regole e gioca bene vince. Gli italiani amano il calcio e possono capire questa metafora. Bisogna sapere che quella che stiamo giocando è l’unica partita possibile. Non ce ne sono altre né se ne possono giocare seguendo altre regole, pena la serie B.


17/06/2013 | segue »

rassegna stampa agenda

Camera dei Deputati - 34^ Seduta pubblica

CAMERA DEI DEPUTATI

XVII LEGISLATURA

Lunedì 17 Giugno 2013

Clicca QUI per visualizzare l'Ordine del Giorno della 34^ Seduta Pubblica




rassegna stampa rassegna stampa

In allegato è possibile Scaricare Una Selezione degli Articoli in rassegna Oggi Lunedì 17 Giugno 2013


Scarica Allegato
Buckler says

instagram

#ventidelsud #14/06/2013 #catacombe #sangennaro
#ventidelsud #14/06/2013 #catacombe #sangennaro
Scattata il 15 June 2013 alle 17:26 (mappa)
#ventidelsud #14/06/2013 #catacombe #sangennaro
#ventidelsud #14/06/2013 #catacombe #sangennaro
Scattata il 15 June 2013 alle 17:24 (mappa)
#ventidelsud #14/06/2013 #buonapolitica
#ventidelsud #14/06/2013 #buonapolitica
Scattata il 15 June 2013 alle 17:17 (mappa)
  Invia un messaggio
Invia un messaggio
Scrivi a Guglielmo la tua idea, le tue proposte o perplessità. La tua opinione è importante

Invita un amico
Invita un amico
Presenta guglielmovaccaro.it ad amici e colleghi, aiutaci a far crescere il network.
 
Lascia la mail
Email
Comune
 
 

Controesodo - Talenti in movimento
Partito Democratico
Associazione TrecentoSessanta
Copyright © Guglielmo Vaccaro 2010 | note legali e privacy
Segreteria Politica di Salerno | Via R.Conforti, 17 - 84124 Salerno | Tel.+39.089.226506 - Fax +39.089.226506
Assistente: Caterina Manfredonia | Cell. +39.328.8468949 - Cell +39.338.6200588 caterinamanfredonia@gmail.com